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Gioco d’azzardo e adolescenti: il problema si “combatte” con la peer education

Presentati, nella sede della nostra Fondazione i risultati del Progetto di prevenzione del gioco d’azzardo patologico (GAP) nelle scuole, avviato su due istituti novaresi durante l’anno scolastico 2017 – 2018. Gli istituti coinvolti sono stati l’Ipsia Bellini e l’Itis Fauser di Novara. L’iniziativa è stata promossa dall’Ufficio Istruzione della Provincia di Novara e realizzata dall’Associazione Contorno Viola, grazie al contributo di FCN.

Nell’ultimo decennio, nel nostro Paese si è registrata una crescita pronunciata del gioco d’azzardo con la conseguenza dell’incremento dei giocatori problematici e patologici nell’ordine di un milione di soggetti. Gli studi di ricerca sviluppati in questo ambito indicano, inoltre, che nonostante il gioco sia vietato ai minori, sempre più ragazzi sono oggi “vittime” di queste cattive abitudini.

Si può dire – commenta il Presidente FCN Cesare Ponti – che il gioco d’azzardo patologico sia un po’ la dipendenza del Terzo Millennio; quella a cui rischiano di andare incontro molti giovani d’oggi. Tutto comincia come un divertimento,  e poi la situazione sfugge di mano. Da indagini condotte dal Centro Nazionale Ricerche e diffuse la scorsa estate, risulta che oltre 17 milioni di italiani gioca d’azzardo almeno una volta l’anno. Fra questi si contano oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni mentre i minori che in Italia, nel 2017, hanno giocato d’azzardo sono circa 580.000. Dati allarmanti che non si possono trascurare”.

L’Associazione Contorno Viola ha sviluppato, da diversi anni, un approccio alla prevenzione dei comportamenti a rischio basato sulla Peer&Media Education; strategia di intervento che utilizza le abilità comunicative dei ragazzi in favore dei loro pari. In particolare, in ambito scolastico, gli studenti seguono un corso di formazione per peer educator e, successivamente, svolgono interventi di formazione nelle classi. Questa attività richiede, il sostegno attivo dei docenti coinvolti, a loro volta formati per trattare le tematiche connesse ai comportamenti a rischio.

Piano d’azione.

Nell’ambito del progetto, nei primi mesi del 2018, sono state contattate le scuole e avviati i due corsi di formazione dedicati ad insegnanti e studenti. I primi hanno partecipato a due incontri durante l’anno scolastico 2017-2018 completando la formazione a ottobre mentre i ragazzi hanno seguito tre incontri formativi durante l’anno scolastico 2016-2017 e tre nell’anno successivo.

Al progetto, ha contribuito anche il Dipartimento Patologia delle Dipendenze Asl Novara i cui operatori hanno condotto uno degli incontri formativi con i docenti e uno con i candidati peer.

Nel corso di queste attività è stato messo a punto un apposito Kit formativo condiviso tra insegnanti e peer educator che comprende le principali informazioni sul gioco d’azzardo patologico e sulle modalità di prevenzione dedicate ai ragazzi.

Ai corsi formativi hanno partecipato, per i due istituti coinvolti, 9 insegnanti e 16 studenti che hanno completato la formazione di peer educator. Nei mesi di ottobre e novembre 2018 i docenti formati e i peer hanno, poi, svolto interventi di prevenzione (2 ore a cura dei peer e 2 a cura degli insegnanti) in tutte le cinque classi quarte del Bellini e in due del Fauser, coinvolgendo oltre 130 allievi.

I risultati.

Al termine degli interventi sono stati organizzati due momenti di feedback con insegnanti e peer al fine di valutare l’andamento e l’efficacia degli interventi nelle classi. Questi confronti hanno testimoniato che il gioco d’azzardo non è più un argomento di nicchia ma coinvolge direttamente molti ragazzi che abitualmente comprano, ad esempio, i Gratta&Vinci e/ o scommettono su eventi sportivi.

Negli ultimi anni – commenta Andrea Gnemmi di Contorno Viola – l’industria del gioco d’azzardo ha saturato il mercato con offerte a 360 gradi e con la possibilità di giocare 24 ore su 24. Ricordiamo che, nel 2017, ogni novarese, senza considerare le possibilità on line, ha speso mediamente 1.400 euro nel gioco d’azzardo. Non possiamo, certo, pensare che i minori siano esenti da queste attrazioni: per questo è necessario aiutare i ragazzi a comprendere i rischi legati all’azzardo”.